The Jimi Hendrix Experience
e Jean-Auguste-Dominique Ingres:
un paragone scandaloso


Il 25 ottobre 1968, esattamente cinquant’anni fa, usciva Electric Ladyland di Jimi Hendrix, disco cult per cui si potrebbero spendere fiumi di parole. Oggi tuttavia, per festeggiare questa ricorrenza, ci concentreremo sull’immagine di copertina “scelta” a rappresentarlo.

Le virgolette sono d’obbligo perché il musicista statunitense aveva le idee chiare sull’immagine che doveva rappresentare il disco: invia, infatti, alla Reprise Records – etichetta statunitense del gruppo – una lettera dettagliata, con tanto di disegni esplicativi, dove indica per la cover una fotografia di Linda Eastman (prima moglie di Paul McCartney e fotografa professionista di celebrità e musicisti), che immortala la band e alcuni bambini intorno a una scultura del Central Park di New York che rappresenta Alice in the Wonderland. La richiesta non viene neanche presa in considerazione e negli USA il disco esce con un ritratto di Hendrix in concerto, alterato nei colori.

Il vero scandalo si consuma nel vecchio continente. L’etichetta inglese, la Track Records, offre 5 pound a tutte quelle donne che fossero state disposte a farsi fotografare, e altri 5 se avessero posato completamente nude. Il risultato è uno scatto orizzontale che raffigura diciannove donne nude su sfondo scuro che rivolgono lo sguardo direttamente verso l’obiettivo.

Lo scatto è di David Montgomery, fotografo ritrattista statunitense perlopiù di gente ricca e famosa, formatosi anche come musicista alla Julliard. Inutile dire che l’immagine sconvolse la pruderie britannica e lo stesso Hendrix non fu affatto contento della scelta. Nonostante nessuna dichiarazione ufficiale, l’immagine rimanda abbastanza nell’immediato a un dipinto altrettanto scandaloso, che lasciò altrettanto scontenti i suoi committenti.

Si tratta del celeberrimo Bagno Turco di Jean-Auguste-Dominique Ingres, pittore tra i maggiori esponenti del neoclassicismo francese. Opera matura dell’artista, ispirata alle lettere di Lady Montague e non a un contatto diretto con l’Oriente, l’opera viene rispedita immediatamente al mittente. Era stata infatti commissionata, nel 1848, dal principe Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte, cugino di Napoleone III, ma avendo scioccato l’imperatrice non fu più accettata. Il quadro viene rimanipolato dall’artista fino al 1863, ma non è conosciuto dal grande pubblico se non nel 1905, in occasione della retrospettiva su Ingres al Salon d’Automne. Oggi è conservato al Louvre.

Oltre il copioso numero di nudi, ovviamente, le due opere hanno in comune l’atmosfera rarefatta che avvolge i corpi – nella tela dovuta ai vapori del bagno, nella foto allo sfondo scuro – e la luce morbida che si poggia sulle nudità dando rotondità, ma contemporaneamente definizione, alle forme.

Se non possiamo essere assolutamente certi del fatto che Montgomery abbia voluto omaggiare il pittore francese, tuttavia la somiglianza di posa ed espressione tra la modella di colore –  in secondo piano poggiata al muro nella tela, posizionata al centro verso l’alto nella foto – potrebbero farci pensare quasi a una citazione.

D’altronde, si sa, in arte non esiste un’opera che non sia paragonabile a un’altra, come non esiste un artista che non si ispiri a qualcun altro, oltre che a qualcos’altro. Ingres, del resto, anche nel suo Bain turque non smette mai di ispirarsi al suo amato Raffaello e all’indimenticabile turbante della Fornarina.

Come il principe cestinò la tela in questione anche lo scatto di Montgomery fu, alla fine, scartato; ed è questo il motivo per cui oggi associamo Electric Ladyland a un ritratto di Jimi Hendrix alterato nei colori.

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