Populous – Queue for Love

Abbiamo avuto la possibilità di tornare indietro e rivisitare uno dei migliori dischi di elettronica che l’italia abbia prodotto in questo secolo, parlandone con l’artista: Andrea Mangia, meglio noto come Populous.

Dal suo Salento ci diletta da oltre quindici anni, con una musica sempre ricercata, ricca di contaminazioni. I suoi dischi, cinque finora, sono fatti delle sue esperienze personali, dei suoi viaggi geografici e mentali. Andrea ci ha concesso una chiacchierata per tornare indietro su quello che è stato il suo secondo disco, Queue for Love.

NFO: Queue for Love (nel seguito Q4L) è uno dei miei dischi preferiti della tua discografia: esce nel Maggio del 2005, ed è il tuo secondo disco e il secondo su Morr Music. 12 tracce per una quarantina di minuti. Ho vividi ricordi relativi ai diversi ascolti del disco durante l’estate del 2005, e riascoltandolo oggi trovo che sia ancora estremamente valido, invecchiato benissimo! Prima domanda: Cosa ti ricordi o a cosa associ il periodo relativo alla registrazione e l’uscita del disco?

POP: Ricordo che era un periodo di totale confusione, sonora, esistenziale e sessuale. In quel periodo ascoltavo solo hip-hop strumentale e pop psichedelico. Non mi sono mai fatto di acidi perché davvero non ce n’era bisogno.

NFO: Effettivamente hip-hop strumentale e pop psichedelico potrebbero essere due etichette per descrivere il tuo disco!

POP: Si “hip-hop psichedelico” era una delle definizioni che usavo di più. Ma anche ”dream-hop” (che mi sono inventato ora!) sarebbe stata on point.

NFO: Quali erano i tuoi ascolti, le tue influenze musicali allora?

POP: Broadcast, Stereolab, Byrds, Free Design, J Dilla, Madlib, Beatles, United States of America, David Axelrod, Wu-Tang Clan…

NFO: Un bel mix! Ti ricordi come arrivavi a questi ascolti? Oggi basterebbe aprire Spotify, ma all’epoca personalmente anche io abitavo in un città di provincia del sud Italia, e non era così’ semplice…

POP: Fino a poco tempo fa ero un gran lettore di riviste, soprattutto straniere… Ora ho un po’ mollato il colpo e non sono più così costante nell’acquisto di quei pochi cartacei che sono rimasti. Poi c’erano gli amici che facevano dj-ing. Un paio di giorni a Firenze da Biga e Bubu (ex Ether) ad ascoltare musica valevano più di 100 magazine. Comunque internet era già fondamentale.

NFO: Nel 2005 non c’era Instagram, Facebook era appena stato lanciato negli USA… insomma la situazione social non esisteva ancora. Per i millennials all’ascolto: come si gestiva una carriera artistica senza questi mezzi? O almeno come lo facevi tu?. Com’è cambiata, a tuo modo di vedere, la situazione per un artista musicale con l’avvento dei social?

POP: L’immagine è diventata sempre più determinante. Sembra ci sia sempre una gara a chi viene fuori con la trovata promozionale più innovativa e originale. Ci sono istruzioni precise su come fare a usare le inserzioni di Fb e Instagram, quando postare, cosa scrivere etc etc. Io sono sicuramente una persona che dà molta importanza all’aspetto estetico (sono uno convinto che anche una cazzo di foto di un tramonto dovrebbe rispettare dei canoni estetici ben precisi), ma di tutte queste regole mi sono rotto il cazzo.

NFO: Ricordo di averti visto dal vivo nel tour di Q4L ad un festival su una spiaggia siciliana (con headliner Amon Tobin). C’è mai stato un vero e proprio tour promozionale di Q4L? E cosa significava portare live quei pezzi (da un punto di vista tecnico). Come funzionavano i tuoi live all’epoca?

POP: All’epoca odiavo suonare dal vivo. Era una specie di tortura farlo perché non avevo un buon rapporto con le persone ed ero terrorizzato di trovarmi in situazioni che potessero sfuggire al mio controllo. Quindi le date sono state poche, direi meno di 50. Quella che citi fu un discreto disastro ad esempio, non per il nostro show (all’epoca giravo con Matilde Davoli), ma per il festival in generale. Artisti headliner non pagati, altri saltati all’ultimo… All’epoca non avevo neppure un booking per cui puoi immaginare in che genere di situazioni siamo capitati. Certo abbiamo anche fatto delle cose belle che ricordo ancora, ma in generale non lo ricordo come il periodo dei live.

NFO: Nel 2005 la Morr Music di Berlino era (e resta) una venerata etichetta indie, era il riferimento per un genere di musica che qualcuno chiamava indietronica (che definizione orrenda!). Band come Lali Puna, Tarwater, B. Fleischman, ISAN… sono nomi ancora validissimi che hanno influito tantissimo nella musica elettronica degli anni a venire. E tu eri già tra loro nel 2002 col tuo primo disco (Quipo – altro titolo con la Q…)! Come ti trovavi in quel rooster (unico italiano all’epoca, oggi troviamo Sequoyah Tiger)? Erano artisti che apprezzavi? Ci sono stati scambi con loro?

POP: Quando decisi di mandare il mio primissimo demo alla Morr era proprio perché ero fan della loro estetica, sonora e visiva. Era un’etichetta dalla personalità ben definita. C’era un mondo dietro. Penso che questa cosa sia un po’ sparita da quando da etichetta elettronica sono diventati un’etichetta indie rock. Nulla contro il genere, solo che forse la Morr non ha avuto dietro un potere grande quanto quello di Warp per poter sostenere le conseguenze di una diramazione stilistica. Comunque io con loro mi sono sempre trovato da Dio. Ancora oggi siamo amici e non smetterò mai di ringraziarli.

NFO: Che legame c’e’ tra i tuoi primi due dischi?

POP: Sono entrambi uno studio sull’hip-hop strumentale. Il primo era più glitch/microwave mentre il secondo era mischiato più col dream-pop.

NFO: Basta prendere in mano uno dei tuoi dischi più recenti per capire che sei andato molto oltre in quanto a stile o semplicemente influenze rispetto a Q4L. Ti capita di riascoltare questo disco? Cosa ne pensi a distanza di più di 10 anni e alla luce di quello che hai proposto dopo?

POP: Forse fra i miei vecchi dischi è quello che reputo più riuscito. Ma in generale non amo riascoltare le mie cose perché finiscono per generare in me un misto di malinconia e imbarazzo che ciao.

NFO: A Q4L segue Drawn in Basic, in collaborazione con Short Stories (un connubio a mio avviso molto riuscito), un disco che era ancora più dream pop. Poi con Night Safari e con Azulejos invece sembra chiaro che sia avvenuto qualcosa che ti ha spinto oltre, lontano da Berlino (decisamente più a sud): negli ultimi due il livello di contaminazione si è alzato, e con esso anche la voglia di sperimentare. Mi interessa sapere cosa ci possa essere stato alla base di questa evoluzione.

POP: Drawn in Basic era un tributo all’elettronica naive dei pionieri dell’elettronica come Bruce Haak e Raymond Scott. All’epoca chi aveva gli ascolti per cogliere questi riferimenti lo ha recensito super positivamente (se non ricordo male è stato anche disco dell’anno su un famoso blog inglese), ma è chiaro che è stato un po’ un azzardo pop. Poco prima che uscisse però mi sono ammalato. Ho mandato un messaggio a tutte le persone che conoscevo spiegandogli la cosa e dicendo semplicemente “Smetto qui”. Poi la vita è matta davvero e dopo qualche anno ho deciso di riprovarci. E davvero è come se avessi cominciato solo qualche anno fa. Molte persone neppure lo sanno che tanti anni fa ho avuto un’altra carriera. Quando sei (o ti senti) giovane hai voglia di stimoli nuovi. Ecco cosa c’è alla base di Night Safari e Azulejos. Adesso cambierò ancora. Ci vediamo a Maggio! 

NFO: La cosa che considero davvero originale di Q4L credo sia il suo aspetto ‘anti-ambient’ e la sua connotazione decisamente hip-hop. Mi spiego: in pratica tutti i pezzi sul disco, escludendo i due con un cantato, sono delle splendide basi molto delicate per esplorazioni hip-hop, costruite su dei fragilissimi frammenti e loop che chissà dove hai pescato. Se paragonate alle uscite Morr di elettronica strumentale di quegli anni restiamo sempre in una connotazione puramente pop (penso a ISAN) o puramente ambient (Chrsitian Kleine, Phonem). Sei d’accordo con la mia analisi?

POP: Noi tutti artisti del roster Morr eravamo (e siamo) grandi fan della musica ambient. Penso si sia sempre sentita l’influenza. Ognuno l’ha inglobata nel suo suono a modo suo. Ma era lì, grande come un bosco dei fiordi.

NFO: Vorrei ci raccontassi qualche aneddoto su alcuni dei pezzi di Q4L, sulla loro genesi, sulla loro ispirazione o quello che oggi associ a quella traccia…

  1. The breakfast drama

Questo pezzo è diventato colonna sonora di uno spot di lingerie andato in onda in tutti gli USA. Mi ha sempre fatto ridere sta cosa.

  1. My winter vacation (feat. Doseone)

All’epoca la Anticon dominava la scena alternative hip-hop. Erano tipo degli alieni scesi in terra per dirci che l’hip-hop macho e becero aveva rotto il cazzo. E DoseOne era il messia. Dunque puoi immaginare quando Thomas Morr mi ha detto che lui era preso bene a collaborare con me. Penso sia stato uno dei momenti professionali e umani (dovrei avere ancora da qualche parte le sue lettere scritte a mano) più belli di sempre. 

  1. Bunco

Uno dei primi pezzi realizzati con Matilde Davoli [fedele collaboratrice di Populous, che presta la voce in alcuni pezzi di Q4L, ndr.]. Forse il primo. Ero a Madonna di Campiglio a sciare quando mi ha mandato il primo demo. 

  1. Dance-hall nostalgia

Questo titolo dice tutto: è bastato il primo basso jamaican-style per richiamare tutta l’erba che mi son fumato andando alle dance-hall sulle spiagge salentine durante gli anni 90. 

  1. Clap like breeze

Secondo pezzo fatto con Matilde. Forse uno dei pezzi che preferisco della mia intera discografia. Alcuni suoni del beat erano stati ottenuti percuotendo un comodino.

  1. Canoe canoa

Pezzo fatto assieme a Luca Di Mira dei Giardini di Mirò, che subito dopo l’uscita di Quipo mi accolsero nella famiglia e mi portarono in tour con loro. Mi ricordo che rimasi sconvolto dalla totale mancanza di empatia fra la musica che facevano e il livello di cazzonaggine loro che erano sempre a prendersi per il culo tutto il tempo. Puoi immaginare cosa sia successo quando un terroncello coi pantaloni baggy si era unito alla banda.

Ringraziamo ancora Andrea per aver risposto alle nostre domande e vi rimandiamo all’ascolto dei suoi dischi, aspettando il suo nuovo disco che ci ha annunciato per maggio 2020.

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