Manifesto


Questo è il nostro Manifesto

 

Rumore! Il rumore ci circonda e non lo comprendiamo!

Ecco perché vogliamo continuare ad ascoltare radio tutt’intorno a noi: per dare senso a questo rumore.

Ecco perché vogliamo fare una radio. Poco a poco.

Ci piace così tanto proprio per come rompe con le abitudini della cultura dell’immagine. Vogliamo tornare a una voce narrante, di cui possiamo percepire il suono spandersi, e alla memoria di quell’ascolto. Sentiamo il bisogno di dedicarci a progettare uno spazio radio, online, che possa dirsi libero: che possa non solo raccontare, ma anche accompagnare, stimolare, provocare, scacciare i pensieri quando la testa pesa troppo. Perchè quando ti ritrovi imprigionato nel traffico, quel pezzo di Luca Carboni può salvarti la vita; mentre rientri a casa alle quattro del mattino, i notturni di Chopin saranno la tua oasi di pace; ascoltare un programmino curioso su quel genere di musica che ti sconfinfera, mentre di sabato pomeriggio ti ritrovi in mutande a pulire il bagno, non è poi tanto male – ancora meglio se ti ritrovi inaspettatamente a ballare alla fermata della metro o del tram.

Non crediamo che la musica si divida in cose belle e necessariamente di nicchia, contrapposte a cose brutte inevitabilmente di massa. Vogliamo incuriosire gli ascoltatori, vogliamo che sentano un uragano nel petto, che riescano a godere con le orecchie.

E abbiamo anche molta speranza, perché la fortuna aiuta gli stronzi, ma la ricerca della bellezza basta comunque a gratificare l’esploratore, che cerca risposte ai propri bisogni. E la risposta non può essere l’heavy rotation – quelli sono i bisogni di qualcun altro. Quindi ce ne freghiamo dell’impatto “globale” di questo progetto, o della sua massimizzazione economica: noi vogliamo riprenderci il controllo e ribellarci al consumo della musica. La musica è storie, amore, sofferenza, vita, che si intrecciano con i tempi e il Tempo; ed è appassionante mettere in luce i suoi legami con la società, le arti, il pensiero, la Storia.

Non ci dimentichiamo del valore umano della musica, altrimenti finiamo solo per fare del business.

Immaginate questo progetto come una transumanza di musicisti e musica, che travolge le staccionate dell’ascolto programmato, sempre in cerca di nuovi pascoli e muggiti, cercando di non prendersi troppo sul serio. In fondo, a dispetto dell’umile roboanza di questi propositi, vogliamo pure spaccarci dalle risate – e far ridere! Svuotando vecchi cassetti dimenticati, salterà sempre fuori una bolletta non pagata su cui raccontare una nuova storia.

E la radio è più viva che mai!

Abbiamo oggi a disposizione una eccezionale varietà di strumenti per raggiungere potenziali interlocutori: it’s the golden age! (E non stiamo parlando del pezzo di Beck…)

Quindi, speriamo che ci starete a sentire, così, anche durante questo inizio a scatola chiusa. Partire senza una destinazione è il miglior modo per meravigliarsi; oppure ci si può abbandonare a una inesauribile sequela di skip intro. A voi la scelta!