From Raphael To Eno



C’erano una volta un artista inglese, un ex voto e Brian Eno…

 Tom Phillips, artista inglese a tutto tondo, oltre che pittore e sperimentatore in generale d’arte visiva è anche un musicista e scrittore. Oggi lo scomodiamo in quanto autore della copertina di Another Green World – album che può essere considerato una sorta di svolta nella carriera musicale di Brian Eno.

Ma andiamo con ordine, poiché tutti gli elementi di questo puzzle si incastrano in maniera naturale e indissolubile.

Per cominciare Tom Phillips e Brian Eno non sono due sconosciuti, anzi, il primo è stato insegnante di pittura del secondo alla Ipswich School of Art e da allora restarono non solo in contatto ma divennero anche amici. Sicuramente l’incontro è importante per entrambi perché, negli anni, si sono influenzati vicendevolmente e hanno collaborato più volte l’uno ai progetti dell’altro. Phillips dice di Eno che emerge nella sua vita di tanto in tanto per poi scomparire avvolto nella nebbia della sua stessa fama. Aveva addirittura ideato un programma televisivo dal titolo Raphael to Eno in cui si ragionava sul rapporto allievo-insegnante nell’arte – ed evidentemente nella vita dello stesso Phillips, in quando egli giunge alla conclusione che il suo più grande maestro è stato proprio l’amato pittore di Urbino.

La copertina di Another Green World è un particolare di After Raphael, un acrilico su tela dipinto da Tom Phillips tra il 1972 e il 1973, oggi conservato alla Walker Art Gallery di Liverpool.

La genesi di questo dipinto è profondamente legata alla collezione di questo importante museo inglese. In un periodo, gli anni ’70, in cui l’artista era particolarmente affascinato (come tutti, nei secoli, del resto) dalla teoria geometrica della sezione aurea, si imbatte in una piccola pittura votiva dalla – per sua stessa ammissione – non troppo eccitante didascalia: Umbrian School, c. 1490-1500. Votive Picture. È lo stesso direttore del museo che gli permette di studiare il quadretto più da vicino e più a lungo, in quanto il pittore ha già deciso di volerne fare una copia.

Anonimo Umbro 1495/96

Si tratta di una tavoletta molto rovinata, con una preziosa scritta in latino che ci racconta un po’ della sua storia. La sua funzione originaria doveva essere quella di un ex voto da parte di una donna veronese che per intercessione della Vergine guarisce dalla sua malattia. Sempre grazie alla scritta è possibile datare l’opera tra il 1495 e il 1496.

In un incrocio di piani tutto rinascimentale, si staglia su uno sfondo scuro la donna che debilitata e aiutata da alcuni servitori, come una delicata matrona romana, assiste all’apparizione discreta della Madonna con il Bambino, stretti in un angolino ma non abbastanza per non compiere il miracolo della guarigione. Il resto della stanza si apre su una loggia, un uomo in posa quasi manieristica è in primo piano, sullo sfondo altri due discutono, l’uno da dentro l’altro da fuori il colonnato, guidando la prospettiva sul paesaggio che si allarga alle loro spalle.

La buona qualità del disegno ha solleticato la fantasia di illustri studiosi. Adolfo Venturi  lo attribuì ad un timido ed esordiente Raffaello di dodici anni e anche John Shearman, uno tra i massimi esperti dei disegni di Raffaello, non escluse la possibilità che potesse trattarsi del giovanissimo urbinate. Nonostante i rimandi ad una cultura in qualche modo peruginesca (ricordiamo che Raffaello fu allievo e collaboratore di Perugino) la tavoletta è oggi attribuita ad un Anonimo umbro, non essendoci elementi validi per ricondurla al Sanzio.

Tom Phillips, After Raphael 1972/73

Ritornando a Phillips fu proprio la “ragnatela” di prospettive a colpirlo particolarmente, in un periodo in cui era in un certo senso ossessionato dagli studi sulla sezione aurea. Invano tenterà di ricopiare perfettamente l’impostazione della tela, non riuscendo a far quadrare i calcoli che applicava all’immagine originale. Ma senza darsi per vinto e ribaltando la larghezza con l’altezza riesce ad ottenere l’effetto desiderato. Tutti gli elementi, stilizzati nella forma e nel colore, sono riportati nel nuovo dipinto e sia i protagonisti che gli elementi decorativi vivono in questa copia.

Il particolare scelto da Eno per la sua copertina è la scena dei tre uomini sulla destra, impaginati su uno sfondo chiaro che gli dona una particolare eleganza.

Un salto temporale di circa sei secoli, che poggia un piede nella cultura figurativa rinascimentale e l’altro in quella contemporanea dell’amico pittore, era probabilmente l’elemento che mancava in un prodotto musicale come Another Green World, che convenzionalmente segna un passaggio importante nelle sperimentazioni musicali di Brian Eno e quindi un presupposto indispensabile per la nascita della cosiddetta ambient music.

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