Acid Arab – Musique De France


La prima volta che ho visto Acid Arab mixare dal vivo era il 2015, in una vecchia chiesa sconsacrata nella periferia di Strasburgo. Musique de France, il disco di debutto del duo francese, non esisteva ancora.

Hervé Carvalho e Guido Minisky non hanno origini arabe né mediorientali, ma hanno un gusto particolare per luoghi improbabili. Il nostro secondo incontro è stato in un piccolo bar à bières (dove la birra Jupiler costa 2 euro), per un concerto di beneficenza nel quartiere Saint Gilles a Bruxelles. Dall’esperimento delle serate a base di electro e raï è nato Musique de France, uscito nel 2016 con l’etichetta belga Crammed Discs.

Acid Arab nasce come un duo ma in realtà è un progetto. La tracklist di Musique de France ospita molte collaborazioni con artisti del calibro di A-wa, Cem Yildiz, Rachid Taha e Sofiane Said. La voglia di rivendicare l’importanza della musica del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale è una delle ragioni che anima la musica di Acid Arab, con l’ambizione di reinventare la musica d’Oriente in chiave techno-europea. Si potrebbe pensare che il nome scelto per l’album di debutto (Musica francese) sia infelice ma è invece provocatorio. Si intuisce bene la sfida alla preminenza culturale di un certo nazionalismo e patriottismo di destra. Il lavoro di Carvalho e Minisky non fa chiaramente pensare a Georges Brassens.

“La Hafla” non ricorda le atmosfere serali di Place de la République a Parigi ma catapulta l’ascoltatore in un’atmosfera di una piazza molto affollata del Medio Oriente, o nel Souk di Marrakech.

Hafla vuol dire festa: “È una canzone su una ragazza forte che ama la sua libertà e non prende ordini da nessuno, compreso l’uomo che è innamorato perso di lei”, ha spiegato il gruppo francese. Una visione che fa pensare a una delle tre protagoniste del film Bar Bahar. Non si trovano facilmente le traduzioni dei testi delle 10 canzoni di Musique de France. In “Gul l’Abi” è forte l’influenza del trio di cantanti (e sorelle) A-wa. Il ritmo della canzone ricorda il loro singolo “Habib Galbi”, uscito nel 2016. “Gul l’Abi” parla d’amore:

Shofni bi aynek (guardami con I tuoi occhi) / Ya Habibi (amore mio)

E finisce:

Masafir ‘iilaya balad ya wahidi (Mio unico e solo, tu parti per un altro posto)/ Ya habibi (Amore mio)/ 
Wa goli lesh aseer minnak huawei?! (E ti chiedi perché sia indifferente?!) 

“Stil” è il pezzo realizzato con Cem Yildiz: la canzone è in turco, a testimoniare che il progetto include influenze ampie. L’unico pezzo per niente techno del disco è “Tamuzica”, con la voce è di Jawad El Garrouge, esponente della corrente gnawa, musica tradizionale del Marocco praticata da un gruppo etnico discendente dagli schiavi dell’Africa Sub sahariana.

Musique de France ha fatto conoscere l’esperimento Acid Arab al mondo. Dall’uscita del loro album di debutto il duo è diventato un trio. Ora alla tastiera c’è Kenzi Bourras che ha composto insieme a Miniski e Carvalho l’ultimo lavoro Jdid (Inizio). Dal 2016 il gruppo è impegnato nei più importanti festival e palchi europei. Privilegia soprattutto la Francia, il Belgio e il nord Europa. Sono passati anche dal Medio Oriente e  nord Africa ma la loro casa rimane l’Europa, dove l’esperimento electro-trance-orientale dal gusto parigino, distaccato e rilassato, ha conquistato il suo posto tra gli amanti della musica elettronica.

 

Emanuela Colaci

Testa per aria, piedi ben saldi

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *